La mobilità aziendale è sempre più green, sicura, condivisa: parola del Barometro delle flotte aziendali 2019 redatto come ogni anno dall’Arval Mobility Observatory.

Sostenibilità, sicurezza e sharing. Secondo il Barometro delle flotte aziendali 2019, le caratteristiche dei parchi auto professionali italiani ed europei si possono oggi riassumere con queste tre parole. Come ogni anno, l’indagine è stata realizzata dall’Arval Mobility Observatory, il centro studi internazionale che monitora, da oltre 14 anni, le tendenze e le scelte di mobilità professionale nel nostro continente. E quel che emerge dalle 3.930 interviste svolte in 13 paesi (di cui 300 solo in Italia) è una sempre crescente attenzione all’ambiente da parte delle aziende, che si declina nell’utilizzo di tecnologie sempre più smart ed efficienti. Ma c’è parco auto e parco auto: le scelte delle imprese, infatti, cambiano a seconda del numero di dipendenti e dei veicoli in flotta. Qual è lo spazio dedicato alla cosiddetta “mobilità alternativa”? E che differenze ci sono tra Italia e resto d’Europa? Ecco qualche dato.

I dati del Barometro delle flotte aziendali 2019 di Arval

Sostenibilità grazie ai veicoli ibridi ed elettrici

In un panorama dominato dalle piccole e medie imprese, emerge quanto le flotte italiane siano piccole (il 76% del campione intervistato ha meno di 10 veicoli, rispetto a una media europea del 58%), ma sempre più green. Un’impresa su due, infatti, afferma di mettere in atto azioni per ridurre le emissioni nocive (CO2, NOx e particolato) della propria flotta, mostrandosi in linea con la media europea. Le auto preferite sono ancora i diesel per le lunghe percorrenze, ma si registra anche l’ascesa delle alternative elettriche e ibride dovuta probabilmente a una maggiore consapevolezza, oltre che alle nuove normative e alle restrizioni agli accessi nelle aree urbane.
Da non sottovalutare anche il fatto che i veicoli delle flotte italiane hanno un’età media più alta di quella europea, cioè 7,6 anni contro una media europea di 6, dovuto soprattutto al difficile contesto economico che porta a procrastinare il rinnovo dei mezzi.

batteria auto elettrica barometro arval

Le aziende italiane ed europee vanno verso una mobilità sempre più sostenibile © iStockphoto

Più sicurezza, con la telematica

Sempre più spesso, nelle flotte aziendali, sicurezza è sinonimo di servizi telematici, che, in Italia, sono implementati nel 15% dei casi (la media europea è al 21), in particolare nelle imprese più grandi. Nelle aziende con più di 100 dipendenti, per esempio, il 17% sceglie di utilizzare scatole nere (7% in più dello scorso anno) e si arriva al 31% se l’impresa, di dipendenti, ne ha più di mille. La privacy è un ostacolo solo per il 26% degli intervistati, da un lato per le garanzie fornite dal regolamento europeo in tema (GDPR), dall’altro per i vantaggi offerti per esempio dalla geolocalizzazione, utile in caso di bisogno (incidente o furto), ma anche per ottimizzare gli spostamenti.

Condivisione: dal possesso al noleggio

Mobilità, per le imprese, non significa più solo auto di proprietà. In linea con una vera e propria rivoluzione del concetto di mobilità, si punta all’utilizzo del mezzo e non al suo possesso: ecco perché, sempre più spesso le aziende investono in veicoli in leasing o noleggiati (nel 61% dei casi contro una media europea al 54%).
In particolare, fa ricorso al noleggio un’azienda su tre, perché garantisce maggiore flessibilità e la possibilità di fornire servizi aggiuntivi, anche in ottica di sostenibilità. Nel 29% dei casi si tratta di noleggio a lungo termine, e il 20% delle imprese pensa di implementare questa strategia nei prossimi tre anni (la media europea è del 26%).

Il percorso green delle imprese

Dall’indagine di quest’anno emerge quindi un generale e deciso cambiamento della mobilità delle aziende italiane ed europee, che grazie a una mobility policy sempre più green, a collaborazioni con società di noleggio sempre più attente all’ambiente e a figure come quella del mobility manager, possono da un lato incidere positivamente sui comportamenti dei dipendenti, dall’altro inserirsi in contesti urbani sempre più tecnologici e “smart”. Per un futuro sempre più sostenibile.