Proteggere la biodiversità. È questa la missione della Cop 15, la Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite che si terrà in Cina nel 2021, dopo il rinvio causato dalla pandemia.

Gli ecosistemi devono rigenerarsi e la biodiversità deve essere salvata. La quindicesima Conferenza sulla biodiversità si pone proprio questi come obiettivi. Per raggiungerli è necessario che il 30% delle terre emerse e degli oceani nel mondo venga preservato, diventando area protetta, in modo da fermare la perdita di biodiversità entro dieci anni e portarla in aumento entro il 2050. La Cop 15, che si sarebbe dovuta svolgere a ottobre 2020 a Kunming, in Cina, è stata spostata a maggio 2021 a causa dell’attuale situazione sanitaria.

salvare la biodiversità

Gli ecosistemi devono rigenerarsi e la biodiversità deve essere salvata © iStockphoto

Gli obiettivi della Conferenza sulla biodiversità

È di sicuro ambizioso porsi il 30% come obiettivo di estensione delle aree protette – che attualmente ricoprono il 17% di terre emerse e il 10% dei mari – ma è necessario ed è una decisione riflettuta, come ha sottolineato il portavoce della Convenzione sulla biodiversità delle Nazioni Unite David Ainsworth. “In un anno, i nostri esperti hanno analizzato le richieste dei governi, le informazioni scientifiche a disposizione e hanno consultato la società civile. La decisione è stata quindi discussa ed è stato raggiunto un consenso sui numeri”. Di questa quota, inoltre, il 10% dovrà essere sottoposto a protezione assoluta: nessuna attività umana sarà quindi permessa, senza eccezioni neanche per pesca o agricoltura regolamentate.

Biodiversità, il 30% del Pianeta deve diventare area protetta 1

La Cop 15 delle Nazioni Unite si terrà in Cina nel 2021 © iStockphoto

Una prima bozza dell’accordo è stata pubblicata a gennaio 2020 sulla base delle conclusioni rese note dal Gruppo internazionale di esperti sulla biodiversità dell’Onu, che in un rapporto ha evidenziato il forte impatto ambientale esercitato da deforestazione, agricoltura, caccia, pesca e anche dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Fattori che hanno già alterato gravemente tre quarti della superficie terrestre, così come il 40% degli ecosistemi marini e il 50% di quelli di acqua dolce. Le specie minacciate potrebbe diventare un milione, su un totale di otto milioni, nei prossimi decenni.

Dalla Cop 15 ci si aspetta che venga finalmente “ufficializzato” il legame esistente tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità. Ma un nuovo grande tema da esplorare potrebbe essere quello su cui si stanno interrogando gli scienziati e che riguarda il complesso rapporto tra epidemie e perdita di biodiversità.