Tecnologia, mobilità, spazi verdi, connessione tra servizi e cittadini: cosa definisce una città sostenibile?

Per definirsi smart, una città deve rispettare alcuni parametri che la inquadrano in un contesto sostenibile e moderno, nel rispetto dell’ambiente, ma senza rinunciare al progresso tecnologico. Un contesto urbano in grado di adottare questi cambiamenti può garantire la riduzione di milioni di tonnellate di CO2 e una migliore qualità della vita per i cittadini.

Cosa serve a una città per essere intelligente

Le qualità di cui una città deve dotarsi per diventare smart sono numerose e spaziano in diversi ambiti, andando dalla mobilità sostenibile all’utilizzo di energie rinnovabili, dalla connessione digitale tra i servizi e il consumatore, all’espansione di aree urbane verdi, fino alla domotica e all’Internet of Things (IoT).
Incentivare l’uso di veicoli a basso impatto ambientale è parte fondamentale di una conversione a città intelligente: promuovere l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi e costruire colonnine di ricarica all’interno del tessuto urbano sono modi per incoraggiare il cittadino a optare per una mobilità sostenibile, abbandonando l’idea delle vecchie auto a combustibili fossili altamente inquinanti. Fondamentale è l’introduzione di mezzi di trasporto elettrici, come taxi e bus, che parteciperebbero in modo sostanziale a ridurre le emissioni cittadine. Un’altra risorsa a cui attingere la offrono car sharing e mobilità condivisa (car pooling), in cui gli spostamenti comuni a più persone vengono condensati nell’utilizzo di un unico mezzo di trasporto.

Città sostenibile: ecco come deve essere 1

Colonnine di ricarica per veicoli elettrici © iStockphoto

La città sostenibile non può che essere green, per sua natura. Deve fare quindi attenzione al consumo di suolo, che va limitato riqualificando le strutture già esistenti; le aree verdi al suo interno devono essere curate e ampliate, così che si arricchisca la biodiversità urbana e migliori la qualità dell’aria. Un’iniziativa valida in questo senso può essere quella di creare dei tetti verdi, che riducono il caldo negli edifici sottostanti d’estate e aiutano a mantenerlo in inverno. Anche gli orti urbani, che assorbono anidride carbonica e abbelliscono il panorama cittadino, partecipano a migliorare l’area verde, oltre al fatto che sono fonte di risparmio per il cittadino che può spendere meno quando fa la spesa.

Le energie rinnovabili sono sicuramente un aspetto fondamentale da incentivare in una smart city. Illimitate, non inquinanti e accessibili, queste forme di energia sono destinate a rimpiazzare carbone, metano e petrolio, che sono invece destinate ad esaurirsi e la cui combustione è altamente inquinante. Sul fronte della raccolta differenziata l’obiettivo è ancora una volta ottimizzare: un esempio virtuoso lo offre la moderna possibilità di installare cassonetti con compattatore incorporato dei rifiuti, alimentato a energia solare. Un sistema di allerta avverte la centrale quando i cassonetti sono pieni, razionalizzando così gli spostamenti dei mezzi di raccolta.

Una smart city necessita poi di innovazione tecnologica. Wi-fi su tutto il territorio per essere sempre facilmente connessi, applicazioni condivise, così che il cittadino possa facilmente accedere a qualsiasi servizio in modo semplice e veloce, come la ricerca di parcheggio, l’acquisto di un biglietto o la prenotazione di un appuntamento in banca. L’innovazione arriva fin nelle abitazioni: sistemi elettronici di controllo della temperatura, rivelatori dei livelli di inquinanti, sicurezza automatizzata, controllo a distanza di elettrodomestici, porte e finestre. Grazie all’Internet of Things è possibile controllare e programmare il funzionamento degli oggetti via web.

orti urbani nella città sostenibile

Gli orti urbani assorbono CO2 e abbelliscono il panorama cittadino © iStockphoto

E in linea con quanto finora detto, nella smart city anche il lavoro diventa più intelligente. Il periodo difficile che stiamo vivendo a causa della pandemia da Covid-19 ci ha già introdotto al concetto di smartworking e di telelavoro: lavorare da casa ha sicuramente dei pro e dei contro, ma di fatto alleggerisce le strade dal traffico automobilistico tipico delle ore di punta e permette alle aziende di rinnovarsi e gestire il lavoro in modo più dinamico. Anche il concetto di coworking guarda al futuro, con i suoi spazi condivisi dotati di tutto ciò che serve a livello professionale. E con la possibilità di affiancare queste aree agli asili nido, per facilitare l’organizzazione di chi è lavoratore e genitore.

Per quanto riguarda le scuole, in una città smart queste sono viste come luoghi di aggregazione culturale e di scambio di informazione non limitate ai soli orari scolastici, ma anche nel post-lezione. Gli spostamenti casa-scuola sono incentivati a piedi o in bicicletta, con sistemi come bicibus o come il Bike to school, o comunque tramite mezzi sostenibili.

Sono quindi molte e differenti le peculiarità di cui una città può e deve dotarsi per potersi definire sostenibile, ma tutte hanno in comune i concetti di sostenibilità e innovazione. Per rendere una città più intelligente, insomma, è necessario pensare in modo più intelligente.