I traguardi dell’economia circolare in Italia sono tanti, ma poco comunicati. Manca l’informazione dedicata e di conseguenza la consapevolezza dei cittadini.

L’economia circolare è fondata sul concetto di riciclo: il rifiuto diventa materia prima da riutilizzare. È stata definita dalla Ellen MacArthur Foundation come una “economia pensata per potersi rigenerare da sola” in cui ci sono due tipi di materiali, “quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.”. Il concetto di circolarità prende spunto dalla natura, in cui la morte di qualcosa rappresenta la nascita di qualcos’altro. Allo stesso modo in economia circolare, gli scarti di lavorazione di un prodotto o uno stesso prodotto a fine vita sono trasformati e reinseriti sul mercato sotto una forma nuova.

Italia: primato in economia circolare

L’Italia è tra le eccellenze in termini di riciclo, anche se gli stessi italiani stentano a crederci. Nella classifica per indice di circolarità – “il valore attribuito secondo il grado di uso efficiente delle risorse” – il nostro Paese è primo, davanti anche a Francia e Germania. Come spiega il Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2020 realizzato dal Circular economy network con Enea, i parametri valutati sono consumo, produzione, gestione dei rifiuti, investimenti, occupazione e mercato delle materie prime seconde.

economia circolare e lineare a confronto

L’economia circolare è fondata sul concetto di riciclo: il rifiuto diventa materia prima da riutilizzare © iStockphoto

Solo 1 italiano su 10 è consapevole del primato del Belpaese nel riciclo dei rifiuti e ben 5 italiani su 10 tendono a non credere che questa informazione sia vera, come ci mostra un rapporto del 2019 pubblicato da Symbola, fondazione per le qualità italiane. Perché gli italiani faticano a credere al raggiungimento da parte dell’Italia di un primato così importante? “C’è solo un Paese che si vede peggio di come lo vedono gli altri: l’Italia.” afferma Ermete Realacci, presidente di Symbola. Eppure il nostro Paese ha leggi avanzate in materia di economia circolare e questa prontezza potrebbe derivare dal fatto che l’Italia è sempre stata povera di materie prime e quindi c’è sempre stata la tendenza ad ottimizzarne l’impiego.

Un’economia in ottica sostenibile

Sono 21 milioni le tonnellate di petrolio risparmiate e 60 milioni le tonnellate di CO2 che si sono potute evitare ogni anno grazie a questo nuovo modello di business. Inoltre, sono stati fatti numerosi investimenti in ottica di sostenibilità da un terzo delle imprese manifatturiere italiane. Questa innovazione non solo agisce nel rispetto dell’ambiente, ma introduce anche il concetto di green jobs, creando nuovi posti di lavoro.

economia circolare e riciclo rifiuti

L’Italia è leader in termini di riciclo dei rifiuti © iStockphoto

La circolarità ha contagiato anche l’automotive

Fra i settori dell’industria più virtuosi in tema di economia circolare c’è l’automotive, dove questo modello viene applicato dalla produzione fino ai ricambi. Parliamo di aziende automobilistiche che lavorano con impianti a basso impatto ambientale, dove i rifiuti sono ridotti al minimo e il prelievo delle risorse idriche è limitato; in cui motori e trasmissioni vengono ricondizionati a nuovo da specialisti per poi rientrare in totale sicurezza nel mercato dei ricambi; dove la percentuale di materiali riciclati nei veicoli è alta, così come è alta quella del riutilizzo degli elementi contenuti nelle batterie elettriche e negli accumulatori. Anche gli interni delle auto sono “circolari”: oltre alla carrozzeria, i rivestimenti dei pannelli di porte e sedili vengono sempre più spesso realizzati con tessuti recuperati da altri prodotti dismessi e da fibre di poliestere ottenute dal riciclo delle bottiglie di plastica, in grado di abbassare drasticamente le emissioni di CO2 prodotte, rispetto ai tessuti tradizionali. E questi sono solo pochi esempi, la ricerca è in grande e costante sviluppo.