Osservatorio Connected Car & Mobility: a fine 2020 sono 17,3 milioni i veicoli connessi in Italia, il 45% delle vetture circolanti. Il 71% dei consumatori conosce le connected cars, il 36% utilizza almeno una funzionalità smart, quasi l’80% ha intenzione di acquistarle in futuro.

Nell’anno della pandemia il mercato delle soluzioni per l’auto connessa e intelligente ha raggiunto un valore record, pari a 1,8 miliardi di euro. È questo uno degli elementi principali emersi dalla Ricerca 2020-21 dell’Osservatorio Connected Car & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano.

Secondo la ricerca, presentata ufficialmente venerdì 4 giugno durante il convegno online Connected Car & Mobility: come riscrivere la mobilità del futuro”, un terzo di questo mercato è rappresentato dai sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems, 600 milioni di euro) integrati nei nuovi modelli, come la frenata automatica d’emergenza o il mantenimento del veicolo in corsia. La componente principale è costituita dalle soluzioni per le Connected Car che, dopo essere cresciute in doppia cifra sia nel 2018 (+31%) sia nel 2019 (+14%), hanno subito un lieve rallentamento nel 2020 (-2%); un andamento in linea con quello registrato nei principali paesi occidentali. La diffusione dei veicoli connessi però continua a crescere: 17,3 milioni a fine anno, pari al 45% del totale del parco circolante in Italia, contro i 16,7 milioni del 2019.

Nel 2020 il mercato delle Connected Car vale 1,8 miliardi di euro. Oltre un consumatore su tre possiede una funzionalità smart per l’auto 1

Andamento mercato © Osservatorio Connected Car & Mobility

Le soluzioni per l’auto connessa più diffuse sono i box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (55% del mercato, -11%), ma a trainare il mercato sono soprattutto le auto nativamente connesse tramite SIM (18%, +48%) o con sistemi bluetooth a bordo veicolo (27%, +15%).

Le Connected Car sono ormai familiari ai consumatori italiani: il 71% ne ha sentito parlare almeno una volta; oltre un terzo dei consumatori possiede almeno una delle funzionalità smart per l’auto (36%), soprattutto gli assistenti vocali per chiamare, inviare messaggi e ottenere indicazioni stradali (18%), i dispositivi per la sicurezza attiva come la frenata automatica d’emergenza (13%) e i sistemi di infotainment come Car Play e Android Auto (13%). Quasi otto italiani su dieci hanno intenzione di acquistare un’auto connessa in futuro (79%), ma la pandemia ha cambiato priorità e budget per l’acquisto: per il 24% è diventata un’esigenza meno urgente e solo per il 17% ora è più importante.

Nel 2020 il mercato delle Connected Car vale 1,8 miliardi di euro. Oltre un consumatore su tre possiede una funzionalità smart per l’auto 2

Connected Car in Italia © Osservatorio Connected Car & Mobility

I benefici delle auto connesse

Il fermento del mercato e l’interesse per l’auto connessa, anche in un anno segnato dall’emergenza sanitaria, sono motivati dai numerosi benefici che può generare per consumatori, imprese e… ambiente.

Una delle principali motivazioni all’acquisto è rappresentata dalla maggiore sicurezza fornita dai sistemi di assistenza alla guida integrati nei nuovi modelli, come la frenata automatica d’emergenza o la verifica della presenza di veicoli nell’angolo cieco, ma anche dalla possibilità di stipulare polizze assicurative in cui il premio varia in base a quanti e quali sistemi ADAS sono presenti nel veicolo.

Il principale beneficio per le imprese è legato alla gestione delle auto aziendali: i dati provenienti dalle auto connesse consentono di programmare con anticipo gli interventi di manutenzione, con risparmio di tempo e costi e limitare i casi di uso fraudolento

Oltre ai benefici economici, le smart car possono dare un contributo anche per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. I veicoli autonomi e connessi (CAV) riducono infatti le emissioni di gas serra e aiutano i cittadini a limitare il tempo normalmente trascorso nel traffico.

La Smart Mobility nei comuni italiani

L’emergenza sanitaria ha anche aumentato l’attenzione dei comuni italiani per la Smart Mobility: l’85% dei comuni con più di 15mila abitanti la considera un tema rilevante o fondamentale e per il 42% la pandemia lo ha reso ancora più prioritario, mentre solo uno su dieci crede che sia meno urgente rispetto al passato. Un quinto dei comuni ha dovuto posticipare l’avvio di progetti già pianificati a causa del Covid-19 e nel 51% dei casi c’è stato un lieve rallentamento, ma il numero di comuni che ha avviato almeno un progetto di Smart Mobility continua a crescere: dal 54% del 2019 al 60% del 2020.

Nel confronto con gli altri progetti in ambito Smart City, i progetti di Smart Mobility risultano più avanzati, con solo il 14% che si trova in una fase pilota (contro il 46% dei progetti di Smart City) e ben il 50% già operativo (contro il 25% delle iniziative di Smart City).