Un report ha fotografato l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla mobilità urbana: ne è emerso che lo smart working ha tagliato gli spostamenti quotidiani e che l’auto privata è il mezzo preferito per spostarsi. 

Il lungo periodo di restrizioni dovuto alla pandemia ha influenzato fortemente la mobilità urbana. A dimostrarlo è il Report 2020 di Moovit, società di Intel che ha sviluppato la app più utilizzata nel mondo e grazie alla quale è stato possibile elaborare i dati provenienti da svariati milioni di utenti in movimento in decine di aree metropolitane del mondo. In aggiunta sono stati anche svolti dei sondaggi tra gli utenti dell’app.

Cosa è emerso dal monitoraggio

Per effetto dello smart working, delle chiusure delle attività commerciali e delle scuole, nel 2020 mediamente il 15% degli utenti ha smesso di spostarsi quotidianamente; il 42% ha utilizzato una quantità inferiore di mezzi pubblici; il 6% ha scelto di utilizzare stabilmente l’auto privata abbandonando i mezzi pubblici. Un impatto, questo, che ha coinvolto tutte le fasce d’età e le diverse aree monitorate.

smart working pandemia

Lo smart working ha portato a una riduzione sostanziale degli spostamenti quotidiani © iStockphoto

Il report ha poi esplorato quali sono stati a livello internazionale i tempi di attesa alle fermate dei mezzi pubblici e quale tipologia di richieste gli utenti hanno rivolto alle amministrazioni e alle aziende del trasporto pubblico. Le aree analizzate in Italia sono state: Roma e il Lazio, Napoli e la Campania, Milano e la Lombardia, Torino e Asti, Venezia, Firenze, Palermo e Trapani, Bologna, Genova e Savona. Ne è emerso che a Roma e nel Lazio servono in media 48 minuti per raggiungere la propria destinazione ogni mattina, a Milano e in Lombardia 43; per Napoli e la Campania i tempi diventano di 28 minuti. Parlando di attesa alle fermate del trasporto pubblico, Palermo e Trapani, con una media di 24 minuti, superano Napoli e la Campania (20 minuti) e Roma e il Lazio (15 minuti).

Nel mondo sono Recife e Salvador, in Brasile, a registrare la prestazione “peggiore”, rispettivamente con 31 e 28 minuti di attesa. Sul fronte degli spostamenti a piedi in città, ecco che Venezia si piazza al primo posto con ben 803 metri in media per viaggio di andata, seguita da Firenze con 677 metri e Milano e la Lombardia con 670 metri.

micromobilità durante la pandemia

Il monopattino elettrico è comodo, economico e sostenibile © iStockphoto

Mezzi pubblici, cosa spingerebbe gli utenti a usarli di più

Dal report emerge anche cosa renderebbe gli utenti più propensi all’utilizzo dei mezzi pubblici: il 48% delle persone interpellate ha chiesto un minor affollamento; il 27% più sicurezza e uno su quattro tempi di spostamento inferiori. Nel contesto della pandemia, gli utenti hanno ritenuto prioritari il rispetto delle distanze sociali a bordo e durante l’attesa alle fermate, una minore attesa dei mezzi per evitare assembramenti alle fermate, la sanificazione puntale e ripetuta dei mezzi, la presenza di dispenser di prodotti igienizzanti a bordo.

Gli italiani e la micromobilità

La fotografia scattata dalla ricerca ha evidenziato anche qual è il rapporto tra utenti e micromobilità. Un intero capitolo del report è infatti dedicato ai monopattini elettrici e ai servizi in sharing. Il 55% degli utenti intervistati sceglie di affidarsi ai mezzi di micromobilità perché apprezza la comodità di non dover effettuare cambi per arrivare a destinazione, mentre il 45% abbina l’utilizzo di un mezzo pubblico al noleggio di un mezzo di micromobilità. Della micromobilità, gli utenti gradiscono aspetti come l’economicità rispetto al mezzo privato, la possibilità di raggiungere destinazioni che si trovano fuori dai circuiti dei mezzi pubblici di linea, la velocità rispetto allo spostarsi a piedi. Scarsa sicurezza e carenza di piste ciclabili sono invece gli aspetti considerati controversi dagli utenti e che una volta risolti potrebbero ulteriormente dare sviluppo a questo moderno tipo di mobilità.