La ricerca “The Last Mile” dell’Arval Mobility Observatory racconta come sta cambiando rapidamente il modo in cui ci spostiamo nelle nostre città e l’importanza di trovare delle soluzioni che permettano di muoversi anche nell’ultimo miglio

Negli ultimi anni il crescente ricorso a servizi di car sharing, scooter elettrici e a tutte le nuove soluzioni di mobilità alternativa ha trasformato profondamente il modo di muoverci all’interno dei centri urbani. In questo senso è facile aver sentito parlare di “ultimo miglio”, concetto particolarmente in voga di recente per fare riferimento all’ultimo tratto da percorrere per raggiungere la destinazione finale.

In mobilità, l’ultimo miglio corrisponde al tratto di strada che attraversa il centro della città dove si trovano uffici, negozi di vario genere e aree pedonali urbane, ossia quelle zone interdette alla circolazione dei veicoli a motore. In tal senso, una delle più grandi sfide della mobilità odierna riguarda proprio lo sviluppo e l’implementazione di servizi ad hoc utili a coprire i brevi tragitti in modo da migliorare la mobilità urbana e, con essa, anche la qualità di vita degli stessi cittadini.

“La sfida dell’ultimo miglio è tanto semplice quanto complicata”: ad affermarlo è uno degli studi svolti dall’Arval Mobility Observatory, il centro studi di Arval che analizza le tendenze della mobilità, intitolato appunto “The Last Mile”.

Come sostiene la ricerca, oggi i cittadini chiedono la fine della congestione del traffico, la riduzione dell’inquinamento e maggiore vivibilità nei centri urbani. I governi ascoltano questi bisogni e mettono in atto strategie per una mobilità sostenibile, ad esempio attraverso l’introduzione di restrizioni agli accessi nelle aree urbane, ZTL, LEZ e ULEZ insieme a normative fiscali specifiche. Azioni fondamentali per ridurre la congestione e l’inquinamento così da migliorare l’efficienza per le imprese e la qualità generale della vita di residenti e non. Questi sforzi hanno l’obiettivo di promuovere un modello di mobilità urbana che sia più sostenibile, green, sicuro e multimodale.

Contestualmente a questi primi passi, diventa fondamentale trovare nuove soluzioni di mobilità in grado di risolvere risolvere le criticità legate alla percorrenza dell’ultimo miglio.

L’ultimo miglio: la grande sfida per le città del futuro 1I fattori del cambiamento

Un crescente numero di abitanti si contende lo spazio urbano vitale, sempre meno disponibile, e al conseguente aumento della mobilità urbana corrisponde un innalzamento dei livelli di congestione. A questo ovviamente corrispondono anche altri effetti negativi alla qualità di vita delle popolazioni, come il peggioramento della qualità dell’aria, l’aumento delle patologie respiratorie e l’incremento dell’inquinamento.

La mobilità urbana nell’UE pesa per il 40% di tutte le emissioni di anidride carbonica prodotte dal trasporto su strada (pari al 25% delle emissioni complessive di CO2) e per il 70% di tutti gli altri inquinanti, sempre da trasporti. Tra le industrie quella del trasporto di merci e persone è l’unica che ha visto crescere costantemente, a partire dal 1990, le emissioni di gas serra. È quindi sempre più evidente che il modello di mobilità urbana largamente basato sull’utilizzo individuale dell’auto non è più sostenibile e bisogna adottare soluzioni di mobilità non più legate all’uso dei combustibili fossili.

Secondo l’INRIX Global Traffic Scorecard 2019, 9 grandi città su 15 hanno registrato un peggioramento del congestionamento e il trend non tende a fermarsi. Città come Roma e Parigi perdono ogni anno circa 160 ore di produttività dovute al congestionamento. Una delle cause primarie che alimentano il fenomeno è secondo Deloitte il cosiddetto transit desert, dove circa il 50% di tutti gli spostamenti urbani effettuati in auto sono sotto gli 8 chilometri di percorrenza.

L’ultimo miglio: la grande sfida per le città del futuro 2Come muoversi nell’ultimo miglio

Secondo lo studio dell’Arval Mobility Observatory, quella che stiamo per vivere, è l’alba di una nuova era: multimodale e senza emissioni.

Il trasporto attivo, l’elettrificazione e il trasporto di massa diventano fondamentali per garantire un uso dello spazio stradale più efficiente al fine di promuovere una maggiore vivibilità e migliorare la qualità della vita.

Per questo motivo le amministrazioni cittadine stanno rivalutando le corsie preferenziali, implementando le infrastrutture e lavorando sull’accessibilità dei dati attraverso lo sviluppo di sistemi di “dati aperti” per consentire lo scambio delle informazioni e facilitare l’intermodalità.

Biciclette, zone pedonali, micromobilità, autobus elettrici, robot per le consegne e droni saranno la soluzione per evitare la congestione urbana. Anche per il trasporto merci potrebbero esserci opzioni simili: se una città, ad esempio, ha investito in infrastrutture ciclabili ed esiste una rete di corrieri in bici le merci possono essere consegnate facilmente con questa soluzione.

L’ultimo miglio: la grande sfida per le città del futuro 3Smartphone e servizi di mobilità basati su app hanno aperto le porte a una nuova ondata di opzioni di trasporto, offrendo alle amministrazioni locali l’opportunità di reinventare l’ambiente della mobilità.

In questo continuo processo di cambiamento sono essenziali creatività, definizione degli standard e volontà di sperimentare. L’ultimo miglio è, infatti, un centro di sperimentazione e innovazione e solo le città e le aziende più proattive emergeranno vittoriose.